La locandina del film "Nessuna verità"

Ferito gravemente ad una gamba dopo una missione in Iraq, l'agente della CIA Roger Ferris (Leonardo DiCaprio) viene trasferito in Giordania: qui tenta di infiltrarsi dentro Al-Qaeda, costruendo una finta cellula concorrente, per stanare il terrorista Al Saleem (Alon Aboutboul). Ben presto Ferris capisce di avere a che a fare con un numero di nemici maggiore rispetto a quanto preventivato e mette a rischio la vita della sua amata, l'infermiera Aisha (Golshifteh Farahani).

Tratto dall'omonimo romanzo del giornalista David Ignatius, il film si inserisce nel filone della spy story con ambientazione mediorientale e contestualizzazione socio-politica post 11 settembre. Ma la sceneggiatura di William Monahan ammassa stereotipi, personaggi e situazioni poco credibili, complicando all'inverosimile la trama e tentando di coprire la farraginosità di un copione che non va oltre il già detto e il già sentito, banale e superficiale ai limiti dell'indolenza. Per una volta anche la confezione, solitamente impeccabile, di Scott appare stanca, svogliata, incapace di risollevare in qualche modo un prodotto narrativamente caotico e grossolano, in cui due divi come DiCaprio e Crowe appaiono sprecati. Stiracchiato e inconcludente, il film si protrae con fatica per oltre due ore, accumulando sottotrame e doppi giochi, mentre lo spettatore accumula sbadigli. Quarta collaborazione tra Scott e Crowe: la meno remunerativa al botteghino.

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