La locandina del film "Non si sevizia un paperino"
Una scena di "Non si sevizia un paperino"

Una serie di terribili delitti, le cui vittime sono innocenti bambini, sconvolge la quotidianità di un piccolo paese arroccato sulle colline dell'Italia meridionale. La polizia, coadiuvata dal giornalista Andrea Martelli (Tomas Milian), indaga per trovare il colpevole, mentre tra la popolazione serpeggiano i sospetti.

Innocenza e violenza, superstizione e disumanità, sensualità e senso di colpa peccaminoso: Lucio Fulci firma il suo thriller di maggiore impatto, ispirato da contemporanei fatti di cronaca nera, ambientando le sanguinose vicende narrate in una piccola realtà rurale, collegata e nel contempo isolata dal mondo tramite un nastro autostradale. Crudo e spietato sguardo nelle pieghe della follia umana, nonostante il segno degli anni e una realizzazione tecnica non sempre adeguata, Non si sevizia un paperino rimane una visione scomoda, fatta di contrasti stridenti: il candore dell'infanzia contrapposto al pericoloso mondo degli adulti, la legge impotente di fronte alla cieca rappresaglia della superstizione popolare, i paesaggi quasi bucolici e il candore delle mura del piccolo paese travolti da sangue e morbosità. Indimenticabile la prova di Florinda Bolkan nei panni della disturbata e disturbante Maciara; completano il cast un efficace Tomas Milian e una provocante Barbara Bouchet (la sensuale Patrizia), protagonista di una scena di rara perversione (un nudo integrale di fronte a un bambino), che subì all'epoca pesanti censure e ripercussioni giudiziarie. Sceneggiatura di Fulci, Roberto Gianviti e Gianfranco Clerici; musiche di Riz Ortolani.

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