La locandina del film "Non sposate le mie figlie 2"

Non sposate le mie figlie 2

Qu'est-ce qu'on a encore fait au bon Dieu?

Una scena di "Non sposate le mie figlie 2"

Claude (Christian Clavier) e Marie Verneuil (Chantal Lauby) affrontano una nuova crisi: i quattro sposi delle loro figlie hanno deciso di lasciare la Francia per vari motivi, portando con sé tutta la famiglia. Incapaci di immaginare i loro cari lontano e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui possano vivere

Sequel del campione d’incassi francese del 2014, il film ripropone dinamiche simili a quelle già trattate nel precedente, non riuscendo a stupire più di tanto. I due coniugi protagonisti si sono ormai rassegnati al matrimonio delle quattro adorate figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalle loro, ma la loro quotidianità verrà messa a dura prova da questa nuova, inattesa decisione. Sul tema della commistione di etnie diverse, le commedie contemporanee sembrano davvero aver già detto tutto ed è indubbiamente un fatto non da poco per Non sposate le mie figlie 2, operazione piuttosto grossolana e furbetta, in cui l’impegno in fase di scrittura è ai minimi termini con gag che sanno di già visto e dinamiche narrative spesso troppo caricaturali e poco credibili. Philippe de Chauveron, che nel frattempo aveva firmato Benvenuti a casa mia (2017), torna agli stessi personaggi del suo primo successo ma non riesce a dare spessore aggiuntivo e il risultato è un sequel unicamente commerciale e di cui si sentiva ben poco il bisogno.

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