La locandina del film "Le nostre battaglie"

Le nostre battaglie

Nos batailles

GENERE:

Drammatico

NAZIONE:

Belgio, Francia

Anno:

2018

Durata:

98 min

Formato:

col

Olivier (Romain Duris) è un uomo che dedica tutto se stesso alla lotta contro le ingiustizie, al fianco dei suoi compagni di lavoro. Quando, da un giorno all’altro, sua moglie Laura (Lucie Debay) lascia la loro casa, Oliver dovrà imparare a trovare un nuovo equilibrio tra i bisogni dei figli, le sfide della vita quotidiana e il suo lavoro.

Solido esempio di cinema francese in grado di raccontare il presente con una forte carica viscerale, ma anche con onestà e senza retorica, Le nostre battaglie affronta di petto l’esistenza ordinaria di un uomo alle prese con un’evidente frattura tra il proprio mondo interiore, scombussolato da un recente abbandono coniugale, e il contesto produttivo in cui è inserito: una fabbrica dove le esigenze di quanti lo circondano invocano a gran voce il loro tributo e alle quali il regista Guillaume Senez, vincitore del Torino Film Festival nel 2015 con Keeper, riesce a dare il giusto peso grazie a una scrittura serrata e minuziosa, aperta tanto alla densità quanto alle sfumature di ogni situazione rappresentata. Le nostre battaglie, titolo che riproduce in maniera accorata la dimensione di una lotta condivisa, si interroga sul confine labile tra dovere e sentimento, tra ostinazione e sconforto. Lo fa attraverso una costruzione narrativa che concilia con ardore pubblico e privato, riflettendo sul senso di responsabilità di un protagonista chiamato a prendere atto dei tanti aspetti della sua vita che aveva tralasciato, a cominciare dal rapporto con i figli, ma anche sulla coscienza di una comunità costretta a fare i conti con le sfide e gli ostacoli di una contemporaneità caotica e piena di insidie. Lo sviluppo delle situazioni non manca di passaggi più ridondanti e meno ispirati, ma la fusione tra emozione e impegno è senz’altro degna di nota e il ritmo del montaggio, assolutamente centrato e con punte di grande elettricità, fa il paio con una regia ispirata, tanto fluida quanto naturalistica. Decisamente in parte anche le presenze femminili del cast, solo apparentemente sullo sfondo. Presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2018 e in concorso, nello stesso anno, al Torino Film Festival, dove si è portato a casa il premio del pubblico.

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