La locandina del film "La notte di San Lorenzo"
Una scena di "La notte di San Lorenzo"

Nell'agosto del 1944, le truppe tedesche minano il paese di San Martino in Toscana per ostacolare l'avanzata degli Alleati. Alla vigilia del giorno di San Lorenzo, su proposta di Galvano (Omero Antonutti) un gruppo di cittadini tenta la fuga per incontrare gli americani. Prima della Liberazione, saranno costretti a una battaglia contro i fascisti che battono le campagne.

Per raccontare i giorni della guerra, i Taviani scelgono la narrazione di eventi minori, quasi insignificanti sul piano storico, realizzando un'opera corale e rapsodica. L'espediente di rievocare l'accaduto attraverso i ricordi di Belindia, allora bambina (Miriam Guidelli), permette ai registi di utilizzare une vena grottesca che con intelligenza lascia il dubbio sulla realtà degli accadimenti, aprendo a squarci surreali e fiabeschi (il fascista interpretato da David Riondino è trafitto da lance oplite). Certo, non tutto il materiale è trattato con la stessa mano felice e quando affiora il melò, come nelle notte d'amore tra Galvano e Concetta (Margherita Lozano), si rimpiange subito la secchezza e la crudeltà delle sequenze meglio riuscite, ma il risultato complessivamente funziona e coinvolge al punto giusto. Come era lecito aspettarsi dagli autori, la scelta di girare tutto in esterni è indovinata grazie a un utilizzo degli spazi tanto funzionale quanto lirico all'occorrenza, come nell'indimenticabile guerriglia tra i campi di grano da mietere. Alla coesione di un materiale tanto eterogeneo contribuiscono non poco le musiche di Nicola Piovani. Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes.

Nei cinema

In TV

In streaming