La locandina del film "Olive Kitteridge"
Una scena di "Olive Kitteridge"

Olive Kitteridge (Frances McDormand), rigorosa insegnante di matematica in pensione, vive la sua vecchiaia a Crosby, nel Maine, sposata con Henry Kitteridge (Richard Jenkins), farmacista del luogo, e con un figlio, Christopher (John Gallagher Jr.), che vive il peso della figura materna. Nel corso di 25 anni Olive si ritrova ad affrontare problemi di depressione, lutti e attriti con i familiari e gli abitanti della comunità a causa del suo brutto carattere.

Adattamento dell'omonimo romanzo di culto firmato dal premio Pulitzer Elizabeth Strout, una miniserie televisiva di chiara matrice cinematografica che sfrutta al meglio la serialità per valorizzare l'ampio respiro narrativo di una storia che si snoda nell'arco di due decadi. In questo modo il testo di partenza viene tradito in minima parte e riesce appieno l'approfondita analisi psicologica di un personaggio scostante e fragile, malgrado la scorza di durezza che si impone di mostrare pubblicamente, incapace di manifestare le proprie emozioni, di abbandonarsi a esse e di accettare di non poter sempre avere la situazione sotto controllo. Come se non bastasse, Olive deve confrontarsi con un mondo cinico e spregevole, idealmente incarnato dalla piccola comunità in cui vive, pregna di ipocrisie e meschinità: la protagonista disprezza questo microcosmo così fasullo, mentre pubblicamente biasima il marito altruista e bonario, di cui intimamente ammira la semplicità e la fermezza con cui rivendica la propria sincerità. Così, per restituire la complessità e la contraddittorietà del suo personaggio principale, Lisa Cholodenko (coadiuvata dalla sceneggiatrice Jane Anderson) unisce vari registri, passando dalla commedia al dramma, e fa dell'essenzialità della messa in scena il punto di forza di quest'opera brillante, struggente e profonda. Raccontando la quotidianità di questa coppia all'apparenza logora ma intimamente legata, la regista mostra la straordinaria forza di una storia d'amore fatta di silenzi e incomprensioni, ma tanto vitale e potente da sopravvivere a qualsiasi forma di incomunicabilità, incomprensione o egoismo. Mentre la refrattarietà di Olive dinnanzi a qualsiasi forma di compromesso rivela la sua latente insicurezza e il suo senso di inadeguatezza in un universo umano che non riesce a comprendere e che, quindi, la spaventa. Strepitose le prove di Frances McDormand e Richard Jenkins (uno degli attori più sottovalutati e sottoutilizzati della sua generazione), ma i comprimari di lusso (da Bill Murray a Zoe Kazan) non sono da meno. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2014, dove è passata (colpevolmente) sotto silenzio, la miniserie è stata nominata a tre Golden Globe e ha vinto ben otto Emmy (miglior miniserie, miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior attrice protagonista, miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista, miglior cast e miglior montaggio), gli Oscar della televisione.

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