La locandina del film "Opera senza autore"

Opera senza autore

Werk ohne Autor

Una scena di "Opera senza autore"

Attraverso tre epoche diverse della storia tedesca, i destini di Kurt (Tom Schilling), giovane studente d’arte, ed Ellie (Paula Beer), studentessa di moda di famiglia benestante, si intrecciano per unirsi in un profondo legame d'amore. Il padre della ragazza però, il professor Seeband (Sebastian Koch), rinomato medico, disapprova la scelta della figlia e promette di porre fine alla relazione.

A otto anni di distanza dal debolissimo The Tourist (2010), Florian Henckel von Donnersmarck fa un passo indietro e torna a cimentarsi con una produzione tedesca di impianto storico, materiale che aveva dimostrato di saper maneggiare con sicurezza nel folgorante esordio Le vite degli altri (2006). Purtroppo però l'esito di questa nuova sfida non si discosta dalla sua ultima produzione. Opera senza autore è infatti un dramma storico tripartito, che vuole raccontare l'evoluzione di un Paese in balia di continui cambiamenti sociali e politici, intrecciando la vicenda privata di due giovani innamorati alle prese con un misterioso passato in comune. Il progetto è ambizioso e stimolante, ma il regista non riesce a trovare la quadra, preferendo abbondare con tematiche e sviluppi frettolosi e superficiali (il ruolo del talento, la contaminazione tra Arte e Storia, il legame familiare, le conseguenze del senso di colpa o il concetto di giustizia). Quasi come fosse una serie televisiva (anche se, vista l'inadeguata forma stilistica, sarebbe meglio parlare di fiction), il film scorre in maniera discontinua e disorientante per oltre tre ore, senza regalare mai un vero sussulto emotivo o un lampo cinematografico degno di nota e riuscendo a toccare le corde giuste solamente nei momenti più crudi che, tuttavia, paiono comunque un po' troppo studiati e prevedibili. Finale da dimenticare. Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2018.

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