La locandina del film "La patata bollente"
Una scena di "La patata bollente"

Bernardo Mambelli detto “Il Gandhi” (Renato Pozzetto), operaio, ex pugile e sindacalista convinto, salva da un pestaggio Claudio (Massimo Ranieri), scoprendo solo in un secondo momento che il ragazzo è omosessuale. L'incontro metterà in crisi la sua militanza nel PCI e il rapporto con la fidanzata Maria (Edwige Fenech).

Intelligente commedia che cavalca il successo de Il vizietto (1978) di Edouard Molinaro, La patata bollente tratta con garbo un argomento scomodo quale la libertà di orientamento sessuale: la denuncia contro ogni forma di discriminazione è affrontata ironicamente, ma senza cadere nel macchiettismo, grazie a una coppia di attori affiatati e in ottima forma. Le contraddizioni sociologiche e politiche sono a tratti sviscerate in modo approssimativo e semplicistico, ma alcune caratterizzazioni (la chiusura dell'ambiente comunista, l'ottusa e pettegola portinaia interpretata da Clara Colosimo che veglia sull'integrità morale del condominio di Mambelli) colpiscono nel segno, divertendo e facendo riflettere. Esuberante e bellissima Edwige Fenech, impegnata a recitare più che a spogliarsi. Maliziosa colonna sonora di Tatò Savio degli Squallor, gruppo rock demenziale in voga negli anni ‘70 '80.

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