La locandina del film "Piccoli brividi 2 – I fantasmi di Halloween"

Piccoli brividi 2 – I fantasmi di Halloween

Goosebumps 2: Haunted Halloween

NAZIONE:

Australia, Usa

Anno:

2018

Durata:

90 min

Formato:

col

Una vera e propria invasione di mostri. Per una sola notte, quella di Halloween, la più speciale e spaventosa dell’anno, le storie diventeranno tutte reali nella cittadina di Wardenclyffe, dove due ragazzini in bicicletta trovano, in una casa distrutta, un manoscritto un tempo appartenuto a Robert L. Stine. Ma ciò che li attende va al di là di ogni immaginazione…

Il giovane regista Ari Sandel, vincitore dell’Oscar al miglior cortometraggio per il suo West Bank Story nel 2007, eredita il testimone del più esperto Rob Letterman e si cimenta con il sequel cinematografico del corrispettivo su grande schermo della saga tratta dai fortunati romanzi horror scritti da Robert Lawrence Stine negli anni ’90, saga di estremo successo popolare presso il pubblico dei teenager, tradotta in trentadue lingue e capace di vendere oltre quattrocento milioni di copie (anche il riscontro al cinema è stato eccellente, tanto da giustificare un seguito). La freschezza del capitolo precedente è però assente e ci si ritrova davanti a un sequel che si limita a ricalcare i pregi e l’elettrizzante gusto per l’avventura del primo capitolo, in un frullatore di situazioni paurose che purtroppo si fanno anche più prevedibili e telefonate. Il brio non manca, così come i passaggi gustosi congegnati ad uso e consumo dei fan dei libri di Stine, che di sicuro apprezzeranno, ma la resa cinematografica appare a questo giro più approssimativa e fuori giri. Il pupazzo da ventriloquo Slappy, inquietante villain che si “organizza” per trasformare la Notte delle streghe in un’Apocalisse senza precedenti, col passare dei minuti diventa una presenza sempre più fastidiosa e resta l’unico motore narrativo della storia, in aggiunta naturalmente al coming-of-age di fondo relativo ai più giovani e ricalcato sul primo film, tra turbe amorose, velleità da scrittori, esperimenti di scienza nel segno di Nikola Tesla e situazioni pirotecniche, ora avventurose ora scolastiche (un’alchimia spassosa quanto fin troppo intuibile). Le invenzioni degne di nota (l’esercito di pupazzetti gommosi) sono anch’esse più sporadiche, ma verso la conclusione, cosa non scontata dato i lunghi tempi produttivi del film, irrompe nuovamente Jack Black nei panni della versione immaginaria del 74enne R.L. Stine, col consueto piglio gigione e fracassone, ma pronto allo stesso tempo a sottolineare il proprio terrore della pagina bianca con cui, dal suo punto di vista, nessun film horror potrà mai rivaleggiare. Il finale, che ovviamente apre al sequel, supera decisamente il tasso di retorica motivazionale, ma in un prodotto pensato per adolescenti è perfino inevitabile.

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