La locandina del film "Il professore e il pazzo"

1879. Al Professor James Murray (Mel Gibson) viene affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le parole di lingua inglese. Per far ciò il Professore avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a mandare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato però ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester (Sean Penn) un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato malato di mente. Le migliaia di parole che il Dr. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza.

È una storia vera indubbiamente curiosa quella messa in scena da Farhad Safinia, collaboratore di Mel Gibson, che aveva contribuito alla scrittura di Apocalypto (2006). Gibson ha prodotto questo lungometraggio a cui sembra credere molto, ma nel ruolo di Murray gigioneggia eccessivamente e non gli fa bene avere accanto un attore come Sean Penn che, in questo caso, lavora troppo sopra le righe. Al di là delle prove dei due interpreti, comunque, il film non riesce mai a decollare, diventa presto verboso e il soggetto di partenza non riesce a reggere le oltre due ore di durata. Il rapporto tra i due personaggi avrebbe dovuto essere sfruttato meglio e, inoltre, c’è una scarsissima caratterizzazione delle figure di contorno, scritte senza cura e prive di alcun interesse. Peccato, perché con uno spunto narrativo di questo tipo c’era margine per fare molto di più.

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Dal 21 marzo 2019

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