La locandina del film "Quanto basta"

Arturo (Vinicio Marchioni) è uno chef talentuoso - ma non più di successo - il cui carattere iracondo lo ha portato a essere sbattuto in galera per rissa. Costretto ai servizi sociali, si trova a dover tenere un corso di cucina presso un centro per ragazzi autistici: tra questi c'è Guido (Luigi Fedele), un giovane con la sindrome di Asperger e una grande passione per i fornelli. Obbligato dalle circostanze ad accompagnare Guido a un talent culinario, Arturo instaura con Guido un rapporto di amicizia e di fratellanza che cambierà il destino di entrambi.

Commedia tenue e agrodolce dai toni morbidi e accoglienti, il film del regista toscano Francesco Falaschi tenta di raccontare l’incontro tra due diverse solitudini facendo leva sulla riottosità scomposta del personaggio di Marchioni, sulla cui caratterizzazione abbondano le forzature, e sulla disabilità emotiva e neurologica di Guido, interpretato volenterosamente e in maniera sorprendente dal ventenne Luigi Fedele. Una contrapposizione che genera delle frizioni attraverso le quali lasciar filtrare degli spiragli di poesia e di tenerezza, di garbo e di leggerezza, ma sebbene questi sentimenti facciano qua e là timidamente capolino il film è troppo esile nella struttura e nel disegno dei personaggi, principali e di contorno, per poter andare oltre una pur dignitosa mediocrità. Anche la cucina come terreno di confronto per mettersi alla prova e superare i propri limiti non convince sul piano narrativo ed è una soluzione troppo flebile per incidere e dar peso a una tipologia di racconto già di suo scivolosa, che pure si cimenta con una sindrome poco affrontata sul grande schermo come l’Asperger.

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