La locandina del film "Sabrina"
Una scena di "Sabrina"

Figlia di autisti di una famiglia di miliardari e da sempre innamorata del frivolo rampollo David (William Holden), Sabrina (Audrey Hepburn) torna dopo una viaggio a Parigi che l'ha vista maturare e fa innamorare perdutamente David. Per evitare il matrimonio, che rischia di mandare a rotoli il lignaggio e gli affari di famiglia, Linus (Humphrey Bogart), serio e stacanovista fratello di David, decide di inserirsi tra i due, ma finirà col subire anche lui il fascino di Sabrina.

Giunto al suo decimo film, Billy Wilder tocca l'apice del successo popolare, confezionando una delle più celebri storie d'amore degli anni '50, capace di strizzare l'occhio con classe alle sophisticated comedy degli anni '30 e '40: storia d'amore fiabesca e delicata, contraddistinta da un leggerissimo sense of humour che dà al film quel tocco sornione e chic, Sabrina è entrato nell'immaginario popolare occidentale (con tanto di boom della diffusione del nome Sabrina dopo l'uscita in sala) come vero esempio di cinema classico americano, venditore di sogni e di immortali storie con happy ending. Certo, se paragonato a precedenti o successive commedie di Wilder, dove il sarcasmo e il cinismo del grande regista-sceneggiatore emergono dando tutt'altra profondità alle pellicole, il risultato è decisamente meno graffiante e pungente (anche se la celebre frase «Nessuna donna povera è stata mai chiamata "democratica" per aver sposato un uomo ricco» è, ancora oggi, una geniale stoccata al politically correct). Humphrey Bogart non propriamente a suo agio in un ruolo insolito per lui. Ma poco importa: come la sua splendida protagonista, Sabrina è un film dall'eleganza e dal glamour immortali, di quelli che hanno contribuito a fare del cinema il principale medium del ‘900. Oscar ai costumi (Edith Head).

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