La locandina del film "Il sapore del successo"

Ex star della cucina a cinque stelle, Adam Jones (Bradley Cooper) si è ritirato dalle scene a causa della sua tossicodipendenza, ma ora è pronto per un ritorno in grande stile. Nonostante il suo indiscutibile talento, però, non saranno in molti a dargli fiducia, spaventati dalla sua personalità irruenta e autodistruttiva.

Cavalcando l’onda dell’isteria che, da Masterchef in poi, ha incoronato i cuochi come le nuove rockstar, Il sapore del successo aspira a raccontare la caduta e la rinascita di una stella dei fornelli, un uomo bello, ricco e talentuoso, ma assai indisciplinato. Proprio dal protagonista, affidato a un inadeguato Cooper, poco credibile nei panni di un’anima tormentata, nascono i problemi del film, costruito intorno a un personaggio che avrebbe dovuto essere molto più approfondito e strutturato. Il cast di contorno (è il caso di dirlo, dato l’argomento culinario) è stellato: da Omar Sy a Sienna Miller, da Daniel Brühl ad Alicia Vikander, da Uma Thurman a Emma Thompson, fino alla partecipazione di Riccardo Scamarcio. Peccato che né questo né una confezione curata, soprattutto quando si tratta di dare sfoggio di bravura culinaria, possano supplire ai limiti di uno script che, banalizzando le tematiche più serie (come la tossicodipendenza e lo stress da superlavoro), si rifugia nel rassicurante romanticismo e nella retorica più zuccherosa per portare a casa l’approvazione generale. Un film che si sforza continuamente di essere cool, ma riesce solo a mettere in scena una fiera delle banalità aggiornata alle ultime tendenze. Il titolo italiano non mantiene il gioco di parole dell’originale, dove “bruciato” si riferisce sia agli alimenti che alla carriera del cuoco.

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