La locandina del film "Scream"
Una scena di "Scream"

La cittadina di Woodsboro, California, è sconvolta da una serie di delitti efferati e irrisolti. Uno spietato assassino, celato da un mantello nero e da una deforme maschera bianca, massacra i corpi di giovani studenti dopo averli terrorizzati con enigmatiche telefonate: la giovane Sidney (Neve Campbell) tenterà di risolvere il mistero.

«Ti piacciono i film horror, Sidney?»: Wes Craven torna a creare un caso cinematografico, con la stessa potenza e la stessa efficacia che caratterizzarono il celebre Nightmare – Dal profondo della notte (1984). Scream utilizza e ricodifica le numerose regole cardine degli slasher anni '70 e '80 e se ne fa nel contempo beffe, con una sottile e intelligente ironia: "Ghostface", il villain della pellicola, anticipa il suo ingresso in scena con una telefonata nella quale interroga, in un quiz mortale, la futura vittima su famosi film dell'orrore. Craven cita se stesso, si prende gioco della serialità che affligge il genere (e che contribuì alla scarsa qualità degli episodi costitutivi la saga inerente all'iconico Freddy Krueger) e immerge lo spettatore in un gioco metacinematografico che, tra allusioni e rimandi, rappresenta una ventata di freschezza e originalità nel panorama di genere degli anni Novanta. Un ottimo mix tra tensione, humor e referenzialità: la sequenza iniziale, che vede soccombere in maniera plateale la malcapitata Casey (Drew Barrymore), è da antologia. Nel cast, non accreditata, anche Linda Blair (una giornalista), la celebre Regan de L'esorcista (1973) di William Friedkin. Scritto da Kevin Williamson; musiche di Marco Beltrami, fotografia di Mark Irwin.

Nei cinema

In TV

In streaming