La locandina del film "Se scappi, ti sposo"

Se scappi, ti sposo

Runaway Bride

Una scena di "Se scappi, ti sposo"

Il giornalista Ike (Richard Gere) ha appena scritto un articolo su Maggie (Julia Roberts), in cui racconta come la ragazza abbia lasciato diversi uomini sull'altare: la giovane, però, non apprezza l'iniziativa e riesce a far licenziare l'uomo. Deciso a fare chiarezza e a dimostrare di aver ragione, il cronista si reca nella cittadina del Maryland dove vive la sposa mancata e comincia a indagare su di lei, cedendo, a poco a poco al suo fascino.

Squadra vincente non si cambia: è questo il pensiero di Garry Marshall, autore dello stesso Pretty Woman (1990) che fece di Julia Roberts e Richard Gere una delle coppie più amate del cinema leggero contemporaneo. Il risultato è però l'ennesima commedia romantica sulla contrapposizione (e il ribaltamento) dei sessi, secondo una tendenza abusata degli anni '90 che pare voler attualizzare la sophisticated comedy dell'epoca d'oro. Ma il risultato è bolso e raffazzonato, privo della freschezza necessaria a una operazione di questo tipo. Gere abbastanza spaesato non riesce nemmeno ad appigliarsi al suo consueto charme, mentre la Roberts, l'attrice più pagata di quegli anni, gigioneggia con forzata ironia. Confezione di lusso: fotografia di Stuart Dryburgh, musiche di James Newton Howard.

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