La locandina del film "Serpico"
Una scena di "Serpico"

Appena entrato nella New York City Police Department, il giovane Frank Serpico (Al Pacino) si accorge subito che la corruzione è particolarmente diffusa tra tutti i suoi colleghi. Integerrimo nel voler denunciare il sistema, verrà isolato e minacciato a causa della sua scelta.

Tratto dalla storia vera dell'omonimo poliziotto italo-americano, Serpico non è un semplice dramma biografico che racconta le gesta eroiche di un moderno Don Chisciotte della Mancia, ma è una rappresentazione ontologica profonda, un'analisi di un animo osteggiato sia dalla società che, infine, da sé stesso. Lumet dirige la potente sceneggiatura scritta a quattro mani da Waldo Salt e Norman Wexler, e regala allo spettatore un Al Pacino in una performance tra le migliori in carriera. Un protagonista caricato nel fisico e nello spirito, capace di portare sullo schermo un personaggio dignitoso, forse troppo, che con il passare dei minuti monopolizza la scena. Nonostante ciò, emerge l'altro punto focale della pellicola, la città di New York: la metropoli è ben rappresentata come un fumoso girone infernale in grado di evocare visivamente il marcio dell'amministrazione. E quando Serpico è tradito persino da lei, Lumet, che non teme il radicalismo, lo insegue sostenendo la necessità della crociata anche quando si è rimasti (quasi) gli unici onesti in un mondo di criminali. Notevole e ancora oggi attualissimo.

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