La locandina del film "Si muore tutti democristiani"
Una scena di "Si muore tutti democristiani"

Stefano (Marco Ripoldi), Fabrizio (Massimiliano Loizzi) ed Enrico (Walter Leonardi) sono amici da una vita, condividono i medesimi ideali e le stesse prospettive sul futuro. Insieme gestiscono una piccola casa di produzione con la quale sperano di realizzare dei documentari a tema sociale. Ma di fronte a una proposta di lavoro poco trasparente si troveranno a un bivio tutt’altro che semplice: meglio fare cose pulite con i soldi sporchi, o cose sporche con soldi puliti?

Esile e acerba commedia generazionale che segna l’esordio al cinema del collettivo satirico Il Terzo Segreto di Satira, distintosi sul web grazie a video comici e ironici di notevole diffusione, che complessivamente hanno toccato i 12 milioni di visualizzazioni. Come in tanti casi analoghi, però, il passaggio da YouTube al formato cinematografico si rivela abbastanza traumatico e quasi tutta la brillantezza di partenza si disperde in una messa in scena e una sceneggiatura fragili e alterne, sfilacciate e prive di reali guizzi. L’alchimia comica tra i tre protagonisti sarebbe anche sufficiente e il terzetto abbastanza azzeccato per fisicità, tipicità e tempi comici, ma di fatto la durava breve delle loro creazioni, portata al cinema, diventa respiro corto e tentativo forse sincero ma inequivocabilmente debolissimo di fotografare l’arte del compromesso 2.0, quella di una generazione costretta ad arrabattarsi in forme persino più umilianti e amare del passato. La lapidaria conclusione cui si approda (“nasci contestatore, muori contestato”) è però piuttosto semplicistica e programmatica, con un qualunquismo di fondo che non giova alla freschezza dell’operazione. Non manca qualche lampo di simpatico umorismo, come la riunione dell’associazione partigiana che s’interroga su tematiche queer (più fuori fuoco, invece, il flashback sul G8 di Genova), ma il passo è malamente leggiadro e superficialmente svagato, in entrambi i casi troppo incerto per incidere davvero. Anche sul titolo, poi, si poteva fare meglio. Valentina Lodovini è la fidanzata (incinta) di Enrico, mentre Francesco Mandelli interpreta in maniera scatenata Matteo Chiamenti, cialtrone membro della Onlus Africando, che lavora smaliziatamente con l’accoglienza dei migranti e porta alle estreme conseguenze il gergo da giovane milanese in carriera. Cameo di Paolo Rossi e apparizioni surreali, autoironiche e divertite di Lilli Gruber e dei giornalisti de Il Fatto quotidiano Peter Gomez e Andrea Scanzi.

Nei cinema

Dal 10 maggio 2018

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