La locandina del film "Skyscraper"

L'ex agente FBI e veterano di guerra Will Sawyer (Dwayne Johnson) si occupa del sistema di sicurezza dei grattacieli. Quando il grattacielo più alto del mondo prende fuoco la colpa ricade su di lui: alla ricerca dei veri responsabili, Will dovrà affrontare l'incendio e salvare la sua famiglia, rimasta bloccata all'interno dell'edificio.

“I veri coraggiosi devono avere paura”: è il monito da cui muove il personaggio di Dwayne Johnson in questo alimentare disaster movie su larga scala, che al netto della dimenticabile vena pirotecnica al servizio dell’operazione di genere si segnala per la sconsiderata vocazione spettacolare e adrenalinica, a partire dal prologo militare a fare da origin story al passato di Will Sawyer (cognome americano molto archetipico, in scia addirittura all’opera di Mark Twain), ex marine, membro dell’FBI e recuperatore di ostaggi. Forte della suggestione offerta da un avveniristico grattacielo hongkonghese, con tanto di miliardario a erigerlo, e del disaster movie che ne consegue, Dwayne Johnson si conferma, come percepibile già in San Andreas (2015) e nel finale di Rampage - Furia animale (2018), l’unica icona family e action in grado di fare i conti, in maniera fracassona ed esclusivamente gigiona, ma con simpatia e autorevolezza, con i postumi e i traumi dell’11 settembre (in questo caso ad andare a fuoco è un intero piano con famigliola in pericolo). Puntualmente esorcizzati da un cinema popolare e ridanciano, forse l’unico corrispettivo, nel mainstream americano contemporaneo, dei nostri Bud Spencer e Terence Hill. Se toccare il cielo con un dito è sempre stato il sogno dell’umanità, dalla Torre di Babele alla Piramide di Cheope, quello di Dwayne Johnson, uomo comune dai muscoli straordinari e dalla famiglia perfetta, non è certo quello di sostituirsi a Dio o di fluttuare sospeso su Hong Kong grazie a delle avveniristiche telecamere 8K. Perché lui, dopotutto, può accontentarsi di rimarginare delle ferite con del nastro adesivo, come accade nella gag più divertente del film, che nella sua interezza omaggia senza troppi convenevoli, ma con una resa complessiva ovviamente molto più raffazzonata e monocorde, il cult Trappola di cristallo (1988) di John McTiernan con Bruce Willis. Infischiandosene altrettanto di ogni verosimiglianza, ma facendo il pieno di sganassoni e sequenze videoludiche per spegnere il cervello (anche se nel finale la citazione chissà quanto consapevole de La signora di Shanghai di Orson Welles è un apice scult di rara finezza). La star assoluta di tutti i capitoli di Scream, l’attrice canadese Neve Campbell, interpreta non senza carisma la moglie di Will. Fotografia di Robert Elswit, che non di rado frequenta il cinema d’autore ma evidentemente ha anche lui dei soppalchi da ristrutturare. L’intensa Walls di Jamie N. Commons sui titoli di coda consacra la dimensione da eroe del protagonista, del popolo e per il popolo.

Nei cinema

Dal 19 luglio 2018

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