La locandina del film "Sorelle mai"

La piccola Elena (Elena Bellocchio), approfittando dell'assenza della madre Sara (Donatella Finocchiaro), impegnata a Milano a trovar fortuna come attrice, viene cresciuta a Bobbio dall'affetto delle prozie e dello zio Giorgio (Piergiorgio Bellocchio), fratello di Sara.

Tautologico seguito di Sorelle (2006), rimpolpato con tre sequenze in più rispetto a quelle realizzate per il primo film (esperimento girato nell'ambito del corso Fare cinema, organizzato e tenuto dal regista a Bobbio), Sorelle Mai, rispetto al precedente, perde valore e organicità, soprattutto perché la sua funzione (quella di raccontare una storia di Bobbio frammentandola negli anni) viene meno, essendo già parzialmente nota e quindi molto meno interessante. Resta, tuttavia, un buon tentativo di scandire e valorizzare il locus di Bobbio, inserendolo in un contesto di formazione anomalo e gradevolmente lieve, che non si concede indulgenze e che, nella stessa casa de I pugni in tasca (1965), rappresenta una controrisposta solida e attualizzata alle dure istanze del celebre esordio bellocchiano. Notevole il finale con Gianni Schicchi Gabrieli, attore feticcio bellocchiano per antonomasia, canta Vecchio frak di Modugno prima di immergersi nelle acque della Trebbia. Oltre ai figli, alle zie e agli zii, Bellocchio ha utilizzato come comparse e attori del film numerosi studenti dei suoi corsi tenuti tra il 1999 e il 2008. Alba Rohrwacher ha una piccola parte, nel ruolo di una distratta insegnante.

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