La locandina del film "Gli spostati"
Una scena di "Gli spostati"

Reno, Nevada. La neodivorziata Roslyn (Marilyn Monroe), donna affascinante e sensibile, si lega al maturo cowboy Gay (Clark Gable). Insieme al campione di rodeo Perce (Montgomery Clift) e al pilota Guido (Eli Wallach), entrambi attratti da lei, partono per una caccia ai cavalli selvaggi, durante la quale emergono tensioni e ostilità.

Uno dei film “maledetti” per eccellenza nella storia del cinema, sublime canto del cigno per quasi tutti suoi interpreti principali. Il grande drammaturgo Arthur Miller, all'epoca marito della Monroe, scrive una sceneggiatura densa, amarissima e semplicemente splendida, che Huston trasforma in amara elegia post western in memoria di un'America scomparsa, ballata malinconica su un gruppo di outsider alle prese con le ferite laceranti della vita. Ognuno degli attori mette qualcosa di sé nel personaggio che interpreta e Marylin, in particolare, regala una delle sue migliori interpretazioni. Fu l'ultima pellicola sia per Clark Gable, morto d'infarto nel 1960 poco dopo le riprese, che per la stessa Marilyn Monroe, scomparsa nel 1962 (anche se lei partecipò nello stesso anno a Something Got To Give di George Cukor, rimasto incompiuto). Clift girò ancora una manciata di film (tra cui Freud, passioni segrete dello stesso Huston, 1962) e perì nel 1966, stroncato da un attacco cardiaco e da una vita colma d'eccessi.

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