La locandina del film "Thirteen Days"
Una scena di "Thirteen Days"

Ottobre 1962. Un aereo americano scopre una base missilistica a Cuba. Kennedy (Bruce Greenwood) si consulta rapidamente con il suo consigliere per la sicurezza Kenneth O'Donnell (Kevin Costner) e con suo fratello Bob (Steven Culp). La decisione viene presa: gli Stati Uniti non permetteranno all'Urss di installare missili con testate nucleari dinanzi alle loro coste.

Thirteen Days è una di quelle opere che può anche interessare, a tratti e marginalmente, ma che di appassionare proprio non sembra in grado. Il soggetto di base si prefigge, dopotutto, uno scopo alquanto arduo da raggiungere: raccontare quei tredici giorni di braccio di ferro politico tra gli Usa e l'Urss, seguiti all'installazione da parte dei russi di una base missilistica a Cuba troppo vicina al territorio americano. Un proposito spinoso che non pare certo nelle corde di un regista come Donaldson, il quale, com'è prevedibile, più che buttarla sulla suspense si accontenta dell'adrenalina e dell'azione, due caratteristiche che gli sono più congeniali e che appaiono decisamente più vicine alle sue corde. C'è anche una dose non indifferente di patriottismo, che comunque è dosato con discrezione e non va a ingolfare ulteriormente un film già di suo drammaticamente modesto e dimenticabile.

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