La locandina del film "Torna a casa, Jimi!"

Secondo la legge di Nicosia, unica capitale mondiale ancora spaccata a metà, nessun animale, pianta o prodotto può essere trasferito dal settore greco a quello turco (e viceversa). Così, quando il cane Jimi attraversa accidentalmente la zona cuscinetto dell’ONU, il suo padrone Yiannis (Adam Bousdoukos), in procinto di lasciare l’isola per cercare fortuna altrove, si vedrà costretto a infrangere la legge per riportare il suo amico a casa, stringendo una spericolata alleanza con il turco Hasan.

Opera prima cipriota diretta dall’esordiente Marios Piperides e con protagonista l’attore tedesco di origini greche Adam Bousdoukos, già interprete di Soul Kitchen , del quale era anche sceneggiatore, e di tanti altri film del regista Fatih Akin, Torna a casa, Jimi! evoca fin dal titolo la rockstar Jimi Hendrix, il cui nome di battesimo è stato dato al cane protagonista dal suo padrone, il rocker Yannis: un uomo appena lasciato dalla moglie, che si è rifatta una vita con un compagno molto più stabile di lui, subissato dai debiti e dagli affitti non versati alla padrona di casa e in procinto di trasferirsi in Olanda per dare una sterzata alla sua vita. La sua esistenza allo sbando è il pretesto per un goffo e rocambolesco viaggio a cavallo tra due confini molto caldi, in bilico tra il mondo occidentale e quello orientale. Uno spunto che fa da miccia per uno sguardo politico e sociale che però, nonostante un andamento gustoso e a tratti brillante, fatica ad acquisire spessore e compiutezza. Il ritmo narrativo è infatti spesso intermittente e frammentato e il calore e la simpatia di suoni e colori prestano il fianco a coloriture etniche o di situazione (il materassino gonfiabile con sopra la bandiera turca su cui dorme il protagonista, ad esempio) troppo macchiettistiche per lasciare davvero il segno. Presentato al Tribeca Film Festival nel 2018.

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Dal 18 aprile 2019

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