La locandina del film "Tutti gli uomini del presidente"
Una scena di "Tutti gli uomini del presidente"

Stati Uniti, primi anni '70. Le indagini di due giornalisti del Washington Post, Bob Woodward (Robert Redford) e Carl Bernstein (Dustin Hoffman), sull'irruzione di cinque uomini nella sede del partito democratico rivelano un complesso scandalo che coinvolge le alte sfere politiche americane. L'epilogo coinciderà con la procedura di impeachment nei confronti del presidente Nixon, costretto a dimettersi nel 1974.

Ispirato all'omonimo libro di Woodward e Bernstein, fortemente voluto dai due attori principali, Tutti gli uomini del presidente è uno dei più avvincenti lungometraggi d'inchiesta degli anni '70, una pellicola in cui la denuncia sfocia in un apologo sull'oscurità del potere. Esemplare nel mettere in scena i fatti con perizia filologica, senza lasciarsi attrarre da psicologismi inutili o sub plot paralleli che avrebbero distolto l'attenzione dalla profondità del nucleo della storia, il film, lontano da facili toni celebrativi, non esalta tanto i protagonisti quanto il giornalismo libero, coraggioso e soprattutto puntiglioso, attraverso una torrenziale mole di informazioni che viene trasmessa allo spettatore. Pakula costruisce la pellicola quasi interamente sui dialoghi serrati (sceneggiatura del veterano William Goldman), incarnando nello stile registico la lineare secchezza del miglior giornalismo americano, senza mostrare l'esito (noto) del Watergate. È la New Hollywood all'apice della sua potenza, calata in un contesto inedito ma non per questo meno efficace. Eccellente fotografia di Gordon Willis. Quattro Oscar: attore non protagonista (Jason Robards), sceneggiatura non originale, scenografia e sonoro.

Nei cinema

In TV

In streaming