La locandina del film "Under the Silver Lake"

Under the Silver Lake

Under the Silver Lake

Una scena di "Under the Silver Lake"

Sam (Andrew Garfield) è un ragazzo che abita a Los Angeles, fatica a pagare l’affitto e ama i vecchi film. Un giorno conosce Sarah (Riley Keough), una coetanea che la mattina seguente scompare improvvisamente. Sam proverà a cercarla, ma finirà in una spirale di intrighi e misteri che si fa sempre più fitta man mano che prosegue le sue indagini.

Quattro anni dopo aver stupito molti con l’horror It Follows (2014) e a otto di distanza dal suo interessantissimo esordio The Myth of the American Sleepover (2010), David Robert Mitchell conferma il suo talento con Under the Silver Lake, film ambizioso, che mescola i generi e guarda esplicitamente alla Hollywood classica. Diversi i riferimenti (a volte anche troppo espliciti) ai neo-noir degli anni ’70, ai gialli di Alfred Hitchcock e, più in generale, a molti mystery-movie che hanno fatto la storia del genere. Tra i contemporanei non è tanto il cinema di David Lynch il paragone da fare, ma l’ottimo Vizio di forma (2014) di Paul Thomas Anderson, con cui condivide alcune dinamiche che vanno dal percorso allucinato che compie il protagonista (un anti-eroe vittima della paranoia, in entrambi i casi) e un certo sguardo verso il passato. Mitchell ha grande ambizione e costruisce una prima parte coinvolgente, ricca di spunti significativi per ragionare sulla cultura pop e, in particolare, sulla sua sovraesposizione, in una Los Angeles intricata e multiforme come il film stesso, che ne rappresenta le tante anime alla perfezione. Si rimane affascinati e attirati dalle ricerche del protagonista in questo trip surreale che alterna grandi intuizioni (anche quando sposa il versante più orrorifico) a momenti più grossolani e meno riusciti (la conclusione, in particolare). Ad ogni modo, è un prodotto che rischia, attrae e risulta godibile e ricco di spunti significativi. Da segnalare positivamente anche i riusciti inserti animati e la buona prova di Andrew Garfield, perfettamente calato nel personaggio del protagonista. Presentato in concorso al Festival di Cannes.

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