La locandina del film "Un uomo tranquillo"

Colorado. Nels Coxman (Liam Neeson) è un uomo semplice, fiero di essere un diligente cittadino che lavora come spazzaneve ed è ben visto nella comunità in cui vive. La sua esistenza, però, viene sconvolta dalla morte del figlio per mano di un potente boss della droga locale soprannominato “il Vichingo” (Tom Bateman). Desideroso di vendetta, Coxman si propone di smantellare il cartello con le proprie mani.

Si tratta dell’esordio in lingua inglese di Hans Petter Moland, regista norvegese che si era fatto conoscere con Aberdeen (2000) e In ordine di sparizione (2014). Proprio di quest’ultimo Un uomo tranquillo è un (auto)remake, con protagonista Liam Neeson al posto dello Stellan Skarsgård del film originale. Prendendo nuovamente spunto dal romanzo Kraftidioten, Moland si è affidato alla sceneggiatura di Frank Baldwin per trasporre la vicenda dalle montagne scandinave al Colorado, mantenendo però fede all’umorismo nero che contraddistingueva anche il lungometraggio precedente. Ed è proprio questo il motore più interessante di una pellicola che, altrimenti, potrebbe essere l’ennesimo film d’azione e vendetta con protagonista Liam Neeson, privo così di qualsiasi spunto originale degno di nota. Invece Un uomo tranquillo riesce, almeno nella prima parte, a intrattenere e a non sfigurare nel confronto con il film del 2014, di cui è sostanzialmente allo stesso livello. Peccato che a lungo andare il coinvolgimento venga un po’ meno e si senta troppo il peso di una durata eccessiva che rende l’operazione prolissa e a tratti ridondante. Fortunatamente, però, l’idea di mescolare diversi generi e registri è efficace e riesce quantomeno a fare del film un prodotto curioso e interessante.

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Dal 21 febbraio 2019

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