La locandina del film "Volver"
Una scena di "Volver"

Dopo la sua morte, Irene (Carmen Maura) torna sotto forma di spirito nella natìa La Mancha per cercare di risolvere il difficile rapporto con le figlie Raimunda (Penélope Cruz) e Soledad (Lola Dueñas) che non era riuscita a chiarire mentre era in vita. Il riaffiorare di tragici eventi del passato getterà nuova luce sul presente.

Con Volver Pedro Almodóvar realizza quella che si può definire una struggente dichiarazione d'amore nei confronti dell'universo femminile. Interpretato magistralmente da sei attrici (premiate con una meritata Palma d'oro collettiva a Cannes nel 2006) si tratta di un'opera che rappresenta tre generazioni di donne, creatrici di vita e consolatrici nella morte, tutta permeata da una nostalgia che arriva dalla vita personale del regista, cresciuto in una famiglia matriarcale nella ventosa regione de La Mancha. A prevalere, è comunque il personaggio di Raimunda, esuberante e piena di emozioni, interpretata con dirompente sensualità da Penélope Cruz, un personaggio costruito da Almodóvar ricalcando il modello neorealista di Sofia Loren ne La ciociara (1960). Volver è quindi una rappresentazione mitica dell'universo femminile, visto attraverso lo sguardo di un uomo adulto che conserva intatto nella memoria lo sguardo sognante di un bambino. I piani dei sentimenti si intersecano per andare a comporre una struggente riflessione che segna un punto fermo nel melò contemporaneo, fiammeggiante e profondamente compassionevole al tempo stesso. Il risultato è un affresco dove la solidarietà e lo spirito materno vengono trasportati sullo schermo dell'eccezionale sensibilità, umana e cinematografica, di Pedro Almodóvar.

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