La locandina del film "Wolf Call – Minaccia in alto mare"

Wolf Call – Minaccia in alto mare

Le chant du loup

Il 'canto del lupo' è il nome in codice di un sonar nemico: è l'appello allarmante di un pericolo in avvicinamento, che solo un 'orecchio d'oro' può avvertire. Analista acustico dall'udito eccezionale, Chanteraide (François Civil) si è guadagnato quel soprannome sul campo. Giovane militare assoldato dalla marina francese, è piombato, come il sottomarino in cui presta servizio, nel mezzo di un'operazione pericolosa al largo della Siria. Lo scopo della missione è recuperare un gruppo di soldati in attesa sulla spiaggia. Ma la tensione cresce e le cose si complicano per la presenza di un sottomarino nemico.

Esordio alla regia di Antonin Baudry, anche autore di fumetti sotto lo pseudonimo di Abel Lanzac (dalla sua graphic novel, Bertrand Tavernier aveva tratto nel 2013 Quai d’Orsay, da lui stesso adattato), Wolf Call - Minaccia in alto mare è un progetto che trova ispirazione nei suoi ulteriori trascorsi da ex diplomatico e si muove con buona agilità tra un taglio da blockbuster statunitense e un clima da Guerra Fredda futuribile e futuristica: una situazione suggerita da uno scenario geopolitico carico di tensione, a tal punto da essere addirittura prossimo al collasso apocalittico di un potenziale conflitto nucleare. La gestione del sonoro è assolutamente capillare e degna di nota e si configura fin dai primi minuti come il vero valore aggiunto del film: uno spettro pulsante che abita i fantasmi psicologici e la morale, ora limpida ora spigolosa, di tutti gli uomini della missione sottomarina, sommersi da un destino schiacciante e insondabile. Meno ragguardevole, al netto di una messa a punto della spettacolarità che sa perfettamente il fatto suo, sono lo schema dei personaggi, vessati da un manicheismo evidente, e il non troppo velato afflato retorico, che presta il fianco a qualche enfatico inabissamento. All’interno del film di Baudry, macchina produttiva dal sapore molto poco europeo e più vicino a produzioni a stelle e strisce, vanno segnalate anche le unghiate ironiche e amare contro lo Stato maggiore della marina francese, che fanno però il paio con qualche segmento più confuso e propagandistico, e l’ottima prova di tutto il cast, decisamente all-star per il panorama francofono: da Omar Sy a Reda Kateb passando per il migliore del pacchetto, il ruvido ma comunque irresistibile Matthieu Kassovitz. Funzionale anche il protagonista Civil, affiancato da Paula Beer nel ruolo della fidanzata, unico personaggio femminile nonché sola presenza confinata alla terraferma, alla larga da un contesto militare interamente virile. In apertura trova posto una citazione di Aristotele: «Ci sono tre tipi di uomini: i vivi, i morti e quelli che vanno per mare».

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