La locandina del film "007 – Bersaglio mobile"

007 – Bersaglio mobile

A View to a Kill

Una scena di "007 – Bersaglio mobile"

Il folle industriale Max Zorin (Christopher Walken) intende ottenere il controllo mondiale dei microchips provocando un'inondazione nella Silicon Valley. James Bond (Roger Moore), aiutato dalla bella geologa Stacey Sutton (Tanya Roberts), dovrà affrontare anche il felino braccio destro di Zorin, l'affascinante May Day (Grace Jones). Si salvi chi può.

Settima e ultima volta di Roger Moore nei panni di James Bond. L'attore londinese, a 57 anni, dimostra di conservare ancora uno charme invidiabile e, nonostante appaia troppo attempato per la parte, riesce a regalare ancora una prova di grande classe senza rinunciare al suo proverbiale humour inglese. Gli sceneggiatori Michael G. Wilson e Richard Maibaum cercano di confezionare un plot moderno (terremoti artificiali, componenti elettroniche) senza però riuscire ad aggiornare l'ormai abusata formula narrativa mantenuta fin dagli anni '60: il risultato è un prodotto ben costruito ma vagamente anacronistico. I rampanti anni '80 fanno irruzione attraverso la memorabile presenza della diva pop Grace Jones (femme fatale tra le più riuscite di sempre) e la canzone dei titoli di testa interpretata dai Duran Duran (all'apice del loro successo). A fasi alterne, entusiasma e coinvolge, grazie anche alle suggestive location europee e statunitensi, tra cui spiccano l'ippodromo di Ascot, il castello di Chantilly e la City Hall di San Francisco. Notevoli le sequenze a Parigi e il finale sul dirigibile di Zorin che sorvola il Golden Gate. Eccellenti come sempre lo scenografo Peter Lamont e Maurice Binder, autore degli iconici titoli di testa.

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