Yannick
Yannick
2023
Paese
Francia
Genere
Commedia
Durata
65 min.
Formato
Colore
Regista
Quentin Dupieux
Attori
Raphaël Quenard
Pio Marmaï
Blanche Gardin
Sébastien Chassagne
Nel mezzo della rappresentazione de “Il cornuto”, una pessima commedia a dir poco raffazzonata, si alza dalla platea Yannick (Raphaël Quenard), uno spettatore che interrompe lo spettacolo perché totalmente insoddisfatto di ciò che sta guardando. Quella che sembra essere una situazione di breve durata, si trasforma presto nell’antefatto di una lunga serata in cui Yannick terrà in ostaggio gli attori in scena e il resto del pubblico.

Arrivato al suo undicesimo lungometraggio, Quentin Dupieux torna su uno dei suoi temi prediletti: il rapporto tra realtà e finzione, già ampiamente trattato dal regista in film come Reality (2014), è al centro di una pellicola che parla di messinscena e di narrazione in maniera decisamente originale. Quello che a prima vista può apparire come un semplice divertissement, si trasforma presto in una sorta di gioco al massacro tra chi è sotto e chi è sopra il palcoscenico, tra pubblico e artisti, con ruoli che rischiano di confondersi e scambiarsi. Dove sta la vera arte se tutto è soggettivo? Sembra chiedersi sornione Dupieux in questo lungometraggio piccolo (anche nella durata: solo 65 minuti) ma incisivo e ficcante al punto giusto. L’andamento generale ha passaggi prevedibili ma non ha alcun calo, grazie alla buona gestione dei tempi di montaggio e alle battute di una sceneggiatura ben calibrata e capace di mettere alla berlina diverse nostre certezze di spettatori. Non è un film che forse rimane impresso a lungo dopo i titoli di coda, ma durante la visione c’è spazio per passaggi molto divertenti e una serie di trovate drammaturgiche davvero azzeccate. Presentato in concorso al Festival di Locarno 2023.
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