A me la libertà
A nous la liberté
1931
Paese
Francia
Genere
Commedia
Durata
97 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
René Clair
Attori
Raymond Cordy
Henry Marchand
Paul Ollivier
André Michaud
Rolla France
Emile (Henry Marchand) e Louis (Raymond Cordy) tentano di fuggire dal carcere in cui sono rinchiusi. Solo il secondo riuscirà nell'impresa ma, alcuni anni dopo, i due amici si rincontrano: Emile come operaio di una fabbrica e Louis come padrone. Ma il richiamo della libertà è troppo forte e, insieme, scelgono di vivere come vagabondi. Tra i massimi risultati ottenuti da René Clair nella prima parte della sua carriera, A me la libertà è una commedia impegnata che, sotto il velo di film spensierato e divertente, nasconde una non troppo celata riflessione sulla disumanizzazione del mondo del lavoro, una satira sull'industria e un inno all'importanza del valore dell'amicizia. Ironia in grande quantità, e il giusto ritmo nel montaggio, rendono il tutto brillante, rapido e spontaneo. Sperimentale e innovativo nell'uso del parlato, è un'opera che unisce dei contenuti importanti a una forma all'avanguardia, degna rappresentante dell'idea di cinema che René Clair porterà avanti anche negli anni successivi. La censura fascista impose di mettere “a me” e non “a noi” nel titolo italiano, per evitare un messaggio di stampo troppo sociale e collettivo. La mirabile sequenza della catena di montaggio diede vita a diverse polemiche: nel 1937, il ministro della propaganda nazista, nonché responsabile della casa di produzione del film, Joseph Goebbels intentò una causa per plagio contro la United Artists e Charlie Chaplin, reo di aver copiato la scena nel suo capolavoro Tempi moderni (1936). René Clair si dissociò, la procedura venne annullata e, al contrario, il regista francese si dichiarò onorato di aver potuto ispirare il suo stimatissimo collega.
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