Banditi a Orgosolo
1961
Paese
Italia
Genere
Drammatico
Durata
98 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Vittorio De Seta
Attori
Michele Cossu
Peppeddu Cuccu
Vittorina Pisano
Michele (Michele Cossu) è un pastore di Orgosolo, un paesino sardo, accusato ingiustamente di omicidio. Pur essendo innocente, l'uomo decide di fuggire aiutato da suo fratello Giuseppe (Peppeddu Cuccu). Braccato dalla polizia, perde il suo gregge e, disperato, medita di trasformarsi in bandito per sottrarre il bestiame ad altri pastori.

Dopo una serie di cortometraggi documentari (il più famoso fu Lu tempu de li pesci spata del 1954), il siciliano Vittorio De Seta si cimenta per la prima volta in un lungometraggio di finzione. Il regista, però, non abbandona del tutto lo stile documentaristico: la pellicola infatti rientra decisamente nei canoni del cinema verità e persino gli attori non sono accreditati nei titoli di coda. Nel complesso, De Seta costruisce un film solido e funzionale, capace di imboccare due strade parallele: da una parte scatta la meraviglia per i paesaggi e la curiosità nei confronti di una società antica, misteriosa e affascinante; dall'altra si è stravolti da una storia stimolante che mostra come spesso le (in)giustizie statali siano il primo motore dell'avvento del crimine. Michele è innocente ma, sfiduciato dalle leggi, innesterà una spirale avvolgente e spietata dalla quale gli sarà impossibile fuggire. Ostacolato in parte dalla recitazione non troppo brillante dei suoi attori (del tutto inesperti e improvvisati), Banditi a Orgosolo rimane un film intelligente e acuto, capace di affascinare lo spettatore appagandolo della visione. Vinse il premio come miglior opera prima alla Mostra del Cinema di Venezia.
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