L'arma dell'inganno - Operazione Mincemeat
Operation Mincemeat
2022
In sala
dal 12/05
Paese
Gran Bretagna
Generi
Drammatico, Storico, Guerra
Durata
128 min.
Formato
Colore
Regista
John Madden
Attori
Colin Firth
Matthew Macfadyen
Kelly Macdonald
Penelope Wilton
Johnny Flynn
Simon Russell Beale
Jason Isaacs
Mark Gatiss
Hattie Morahan
Alex Jennings
1943. Gli alleati sono determinati a spezzare la morsa di Hitler sull’Europa occupata, il loro piano è un assalto totale in Sicilia ma si trovano ad affrontare un grande dilemma: come fare per proteggere una massiccia forza d’invasione da un potenziale massacro? Il compito ricade su due straordinari agenti dell’intelligence, Ewen Montagu (Colin Firth) e Charles Cholmondeley (Matthew Macfadyen) che danno vita alla più geniale e per certi versi strampalata strategia di disinformazione della guerra, incentrata sul più improbabile degli agenti segreti: un uomo morto. 

Ricostruzione della storia vera di uno dei più grandi inganni perpetrati dall’intelligence britannica ai danni dei nazisti, L’arma dell’inganno – Operazione Mincemeat ripercorre le varie tappe di una trama spionistica che ebbe dell’incredibile e si basò su un delicato equilibrio di indizi da falsificare, a cominciare da quello dei documenti segreti da far ritrovare nelle tasche del cadavere di un soldato per indurre in errore i tedeschi. Ispirato al libro Operazione Mincemeat, scritto da Ewen Montagu, il film di John Madden, con alle spalle diversi trascorsi tra cui il fortunato Shakespeare in Love (1998) e un analoga spy story, Il debito (2010), mette in scena una guerra “invisibile” dal punto di vista delle sue trame ordite rigorosamente dietro le quinte, con il coinvolgimento perfino di Ian Fleming, l’autore di 007 interpretato qui da Johnny Flynn, che nel film viene non a caso proposto come al lavoro su un “romanzo di spie” (il papà di James Bond fu in vita un membro della Royal Navy e suggerì proprio lo stratagemma che diede il via alla disfatta del Terzo Reich, ispirandosi a un romanzo di Basil Thompson). Alla lunga la scansione degli eventi e la gestione dei molti dati informativi, riversati in dialoghi eccessivamente ingessati e prolissi, tende ad appesantire oltremodo l’operazione, al netto di una scolastica - e a tratti anonima - pulizia stilistica e formale, in rigorosissimo stile british: zavorre che impediscono al film di spiccare il volo come dovrebbe, e di esaltare davvero quella commistione di “inganno, seduzione e malafede” ordita per mano di “ladri di specchi” e in cui, come recita il prologo, “la verità è protetta dalle bugie” e realismo storico e ricostruzioni di fiction non posso finire col confondersi fatalmente. L’aspetto più rilevante della storia rimane a conti fatti il legame tra Montagu e Cholmondeley, in un rispecchiamento continuo di luci e ombre morali che nel finale amplifica a dismisura le proprie implicazioni etiche a dir poco articolate e chiaroscurali, ma nient’affatto trascurabile è anche il legame sentimentale del primo dei due personaggi con una donna, Jean Leslie, interpretata da Kelly Macdonald. Piuttosto anonima, per quanto ovviamente velata da lampi di sorniona ironia, la presenza di Winston Churchill, interpretato da Simon Russell Beale, e l’aneddotica a lui collegata che costella a più riprese il copione.  Scritto dalla sceneggiatrice e produttrice Michelle Ashford (The Pacific, Masters of Sex). Dalla stessa vicenda era già stato tratto il film L’uomo che non è ma esistito (The Man Who Never Was, 1956) diretto da Ronald Neame e con Clifton Webb e Gloria Grahame.
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