Manon
Manon
1949
Paese
Francia
Generi
Drammatico, Sentimentale
Durata
100 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Henri-Georges Clouzot
Attori
Cécile Aubry
Michel Auclair
Serge Reggiani
Andrex
Raymond Souplex
André Valmy
Henri Vilbert
Héléna Manson
Normandia, giugno 1944. Al partigiano Robert Desgrieux (Michel Auclair) viene affidata in custodia la giovane Manon (Cécile Aubry), ragazza di dubbia moralità e sospettata di collaborazionismo. Il soldato, innamoratosi di Manon, decide di disertare e fuggire con lei a Parigi: qui la ragazza è costretta a prostituirsi. Dopo aver ucciso Lèon (Serge Reggiani), fratello di Manon, Robert e la sua amata riprendono la loro fuga verso la Palestina, ma un destino tragico li attende. Liberamente tratto dal romanzo Manon Lescaut di Antoine-Francois Prévost, un melodramma cupo dal romanticismo decisamente poco ortodosso per come mischia sentimentalismo e caustica analisi antropologica, sottolineando gli aspetti più controversi e contraddittori dell'amore e della stessa natura umana. Mirabile la costruzione visiva che guarda all'immaginario di Erich von Stroheim e King Vidor e notevole la gestione dei tempi narrativi che sa coinvolgere e spiazzare per come evidenzia la coesistenza difficile e irrazionale tra crudeltà e passione, tra disumanizzazione e bisogni affettivi. Eppure, qua e là, il film pecca di prevedibilità e alcune soluzioni drammaturgiche non sempre appaiono efficaci per un'opera interessante ma diseguale in cui la struggente forza espressiva che deflagra in un finale memorabile è percepibile in maniera altalenante. Eccellente la prova dell'esordiente Cécile Aubry. Leone d'oro alla Mostra di Venezia, ma il film fu bloccato dalla censura italiana (per volontà dell'allora sottosegretario Giulio Andreotti), in quanto considerato sconveniente e fu distribuito solo nel 1950 nell'edizione francese senza sottotitoli. Il romanzo di Prévost ha ispirato anche le omonime opere liriche di Jules Massenet e Giacomo Puccini.
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