La moglie del capostazione
Bolwieser
1977
Paese
Rft
Genere
Drammatico
Durata
201 min.
Formato
Colore
Regista
Rainer Werner Fassbinder
Attori
Kurt Raab
Elisabeth Trissenaar
Bernhard Helfrich
Udo Kier
Volker Spengler
Nella Baviera degli anni Venti, il mite capostazione Xaver (Kurt Raab) è sposato con Hanni (Elisabeth Trissenaar), che a differenza sua è spavalda e ha una gran carica sociale ed erotica. Si tratta di una differenza che crea alla coppia non pochi problemi, soprattutto a Xaver che, da buon pavido, non comprometterà i suoi interessi nemmeno al cospetto dei tradimenti della moglie. Un Fassbinder in forma sia cinematografica che televisiva (il film circolò in entrambe le versioni): La moglie del capostazione porta sullo schermo una storia di rivalse, di rancori e di passioni che parte dal ristretto recinto del vincolo coniugale per estendersi alla comunità e agli amanti della donna, portando la riflessione a un piano più alto. Fassbinder, come in Voglio solo che mi amiate (1976), fa del suo protagonista un antieroe ordinario e quasi inebetito da un fato implacabile, ben distante dalla forza prorompente di altri personaggi dei suoi film, soprattutto femminili. Una scelta che è naturalmente asservita all'esigenza di descrivere uno spaccato borghese, anche se, in questo caso, non propone nuove critiche, restando fedele all'equazione, già abusata, in cui un inetto qualsiasi, se vessato da più parti, non può che finire in un circolo vizioso per lui ancor più tossico e letale. Fassbinder però non si smentisce mai del tutto, ripercorrendo per l'ennesima volta la lezione elegante di Douglas Sirk, in un tassello non trascurabile di un atto d'amore imperterrito che il regista tedesco continua a rinnovare puntualmente, e che ha come massimo esempio La paura mangia l'anima (1974), sorta di remake di Secondo amore (1955) di Sirk.
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