Nope
Nope
2022
In sala
dal 11/08
Paese
Usa
Generi
Horror, Fantascienza
Durata
135 min.
Formato
Colore
Regista
Jordan Peele
Attori
Daniel Kaluuya
Keke Palmer
Steven Yeun
Michael Wincott
Brandon Perea
Donna Mills
OJ (Daniel Kaluuya) e Emerald (Keke Palmer) gestiscono insieme al padre Otis (Keith David) un ranch di famiglia. Quando il genitore muore, colpito da un nichelino caduto inspiegabilmente dal cielo, i due ereditano la proprietà: mentre cercano di preservare le attività di famiglia, iniziano ad avvertire delle misteriose presenze che sembrano provenire direttamente dal cielo sopra la loro abitazione. Emerald pensa ci sia di mezzo qualcosa di paranormale e convince OJ a installare delle telecamere nel ranch nella speranza di capire cosa stia accadendo intorno a loro.

Correva l’anno 1878 quando Eadweard Muybridge realizzò uno dei primi esperimenti di “immagini in movimento” della storia: una serie di macchine fotografiche (che scattavano a intermittenza) riprendevano un cavallo al galoppo, dando vita a uno dei momenti fondamentali di avvicinamento alla nascita della Settima arte. Molti si ricordano di quel cavallo, ma nessuno ha in mente chi fosse il fantino: sembra partire da qui Jordan Peele con Nope, il suo terzo lungometraggio dopo Scappa – Get Out e Noi, che ha come personaggio principale una famiglia che si dice direttamente discendente di quello stesso fantino. Da questa brillante idea narrativa si aprono due strade, con la prima che ci trasporta immediatamente all’interno di un film sul cinema e sull’evoluzione, sempre più inquietante, del nostro modo di guardare, filmare e archiviare le immagini che ci troviamo davanti e dei pericoli che tale ossessione porta con sé. Peele crea una potentissima metafora sulla società dello spettacolo (si veda la notevole citazione all’inizio della pellicola), che, da una riflessione sullo show business e sull’universo dei media, si sposta anche su un ragionamento generale attorno allo sguardo contemporaneo: il solo modo per salvarsi sembra proprio quello di evitare quel contatto visivo, ampiamente citato nel corso di una narrazione fortemente esplicita, eppur, allo stesso tempo, pesantemente allegorica. L’altra direttrice dello spunto relativo a Muybridge è relativa a tematiche razziali (il fantino di colore che è stato dimenticato) e a un genere – il western – storicamente associato a un immaginario bianco e virile. Giochi di ribaltamento in questo senso avvengono con alcune inquadrature fortemente iconografiche (OJ che si staglia sul suo cavallo come i cowboy classici del filone) ma, rispetto ai suoi due film precedenti, Peele sembra mettere in secondo piano gli spunti storico-politici proprio in favore di una riflessione sociologica sul guardare e l’essere guardati, sull’analogico e il digitale, sull'astrazione delle videocamere in IMAX e in 4K e sulla concretezza data invece dalle fotografie “fatte come una volta”. Aperto da un incipit inquietante e fortemente significativo sullo sfruttamento nel mondo dell’intrattenimento, Nope è un film appassionante, divertente e intelligente, che mescola dinamiche da B-Movie con riflessioni ad alto tasso teorico e intellettuale. È un’opera coraggiosa e ambiziosissima, che rischia di dire cose già trattate in passato (personaggi disposti a morire pur di trovare l’immagine perfetta da archiviare, come in Cloverfield, o i numerosi riferimenti al cinema di Steven Spielberg, più volte citato) ma che, allo stesso tempo, riesce a scuotere e sorprendere per l’intera durata, ricordandoci ancora una volta quanto il cinema horror e di fantascienza possa dare vita a metafore sulla nostra vita e… sul cinema stesso. Stratificata e complessa, Nope è un’operazione che conferma la vena creativa di Jordan Peele e il suo sguardo tutt’altro che accomodante sugli Stati Uniti e sul mondo dello spettacolo. Curiosità non da poco: la storia (fittizia) dello scimpanzé che apre il film sembra direttamente ispirarsi a quella di Travis, scimpanzé che, dopo essere apparso in diversi programmi televisivi e spot pubblicitari, aggredì e sfigurò pesantemente in volto una donna nel 2009. Quest’ultima comparve in tv col viso deformato per essere intervista da Oprah Winfrey, celebre conduttrice e nome più volte citato nel corso di Nope.  
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