Le strane licenze del caporale Dupont
Le caporal épinglé
1962
Paese
Francia
Generi
Commedia, Drammatico
Durata
90 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Jean Renoir
Attori
Jean-Pierre Cassel
Claude Rich
Claude Brasseur
Jacques Jouanneau
Durante l'occupazione del 1940, un gruppo di soldati francesi amici per la pelle al seguito di un simpatico Caporale (Jean-Pierre Cassel), è prigioniero dei tedeschi. Dopo molti rocamboleschi tentativi di fuga, alcuni di loro torneranno ad assaporare il gusto della libertà. Tratto un libro autobiografico di Jacques Perret e accostato da molti a La grande illusione (1937): al capolavoro assoluto di Renoir il film è legato da molte importanti similitudini. A cominciare dal contesto bellico, qui aggiornato ai tragici giorni dell'occupazione nazista francese della Seconda guerra mondiale. In entrambi i film la condizione di prigionia, ulteriore analogia, disegna un perimetro chiuso in cui la tensione verso la libertà sostiene e rafforza i rapporti umani. Altro elemento in comune è la polifonia di voci dell'ambiente cameratesco, dipinto con una grande varietà di sfumature e caratteri, in cui si cementano profondi legami di amicizia. Per Renoir la guerra è un periodo di sospensione, in cui le differenze di classe sono annullate dalla comune militanza sotto i colori della divisa. È quindi sotto le armi, per paradosso, che emerge l'umanità profonda degli individui, accomunati da uno stesso destino e sradicati dalle rispettive appartenenze. In fondo, è una riproposizione di altre idee già messe in scena dall'autore, ma riesce ugualmente a colpire ed emozionare, nonostante un andamento a tratti altalenante. Tra le sequenze migliori, c'è indubbiamente il finale, in cui due fuggitivi appartenenti a classi sociali diverse, a un passo dalla libertà, temono di vedere spezzarsi il loro vincolo di amicizia.
Maximal Interjector
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