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I 10 film più attesi del Festival di Cannes 2022, da Mario Martone a David Cronenberg
Dovendo scegliere all'interno di in una selezione come quella della 75ª edizione del Festival di Cannes, che si terrà dal 17 al 28 maggio, dieci titoli sono davvero troppo pochi. Perché il rischio concreto è che registi come Claire Denis, Hirokazu Kore-eda o Arnaud Desplechin rimangano fuori da questo decalogo... Ma la caratura di questi grandi esclusi ci restituisce la misura della grandezza di un programma che ci permette di entrare in sintonia con cinematografie molto diverse tra loro, all'insegna di una straordinaria varietà di suggestioni.

Ecco allora i nostri 10 film più attesi di Cannes 2022, in un esaltante viaggio che spazia dagli Stati Uniti all'Estremo oriente, passando ovviamente per l'Italia, presente con ben tre titoli:

10. NOSTALGIA (Mario Martone)


Tratto dall'omonimo romanzo di Ermanno Rea, il film segna il ritorno alla regia di Martone a un solo anno di distanza dal bellissimo Qui rido io, presentato in concorso a Venezia 2021. Protagonista è Felice, il quale torna alla natìa Napoli dopo quarant'anni di assenza riscoprendo sensazioni e luoghi carichi di significato che fanno riaffiorare in lui antichi ricordi. Un nostalgico viaggio nella memoria, in cui giocherà un ruolo cruciale il fascino di una città unica, anche grazie allo sgurdo partecipe di Martone. E Pierfrancesco Favino sembra avere le carte in regola per dare ancora una volta dimostrazione del suo talento in un ruolo ad alto tasso emotivo. In concorso.

9. TOURMENT SUR LES ÎLES (Albert Serra)



Autore intransigente che non è mai sceso a compromessi con il grande pubblico, Albert Serra è il classico regista che si può odiare o amare, senza mai rimanere indifferenti all'ostico sperimentalismo del suo cinema. Nonostante qualche scivolone nella provocazione fine a se stessa, come nel caso del precedente Liberté, presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2019, Serra rimane un talento cristallino, stimolante come pochi altri autori d'essai. In questo ultimo film, il regista spagnolo si confronta con la tormentata storia d'amore tra una scrittrice in crisi e un imperscrutabile ambasciatore che si consuma su un'isola della Polinesia francese. Tra i due scaturisce una strana attrazione amorosa, alternativamente piena di speranze e desideri contrastati, sullo sfondo di una minaccia latente di nuovi test nucleari da parte del governo francese. Un'opera spiazzante, fin dalla sinossi. In concorso.

8. L'ENVOL (Pietro Marcello)



Lirismo, poesia e profondo umanesimo sono i tratti distintivi del cinema dal forte senso pittorico di Pietro Marcello. Al suo terzo lungometraggio di fiction, dopo Bella e perduta (2015) e Martin Eden (2019), il regista campano, classe 1976, porta liberamente sul grande schermo il romanzo Vele scarlatte dello scrittore russo Aleksandr Grin (1880-1932), raccontando la storia dell'emancipazione di una donna nell'arco di vent'anni, tra il 1919 e il 1939, arco di tempo caratterizzato da grandi invenzioni e grandi sogni. Film di apertura della Quinzaine des Réalisateurs.

7. TRIANGLE OF SADNESS (Ruben Östlund)



A cinque anni dalla Palma d'oro (un po' sorpresa) ottenuta per The Square, Ruben Östlund torna con un nuovo, intrigante film che gioca con il lusso e i benefit di un'agiata vita borghese che arriva a un punto di non ritorno. Non nuovo a operazioni teoriche che ragionano sulla contemporaneità, il regista svedese passa dalle riflessioni sulla creazione artistica e sul senso stesso dell'arte, in forma di installazione "espansa", a una commedia nera incentrata su una coppia appartenente al bel mondo della moda che rimane confinata su un'isola deserta con un gruppo di milionari, dopo il tragico esito di una crociera per super ricchi. Svetta nel cast Woody Harrelson. In concorso.

6. ARMAGEDDON TIME (James Gray)



Grande nome del cinema americano contemporaneo, votato allo spettacolo ma anche a riflessioni intimiste sulla natura umana, James Gray torna con un coming of age semi-autobiografico che racconta cosa significhi crescere nel quartiere del Queens negli anni '80. Un progetto evidentemente molto sentito, che è impossibile non aspettare con trepidazione. New York, gli eighties, i sentimenti e due grandi attori protagonisti: Anne Hathaway ed Anthony Hopkins. In concorso.

5. DECISION TO LEAVE (Park Chan-wook)



Un detective che sta indagando sulla morte di un uomo ritrovato tra le impervie montagne coreane, si imbatte nella misteriosa moglie della vittima, principale sospettata dell'omicidio del marito... Giallo, poliziesco e thriller sembrano fondersi alla perfezione in questo attesissimo ritorno del maestro Park Chan-wook, di nuovo in concorso a Cannes a sei anni di distanza dal dramma erotico Mademoiselle (The Handmaiden).

4. CLOSE (Lukas Dhont)



Regista e sceneggiatore belga, classe 1991, Lukas Dhont ha ottenuto il plauso unanime della critica internazionale già con i suoi primi cortometraggi, realizzati a poco più di vent'anni. La consacrazione arriva già nel 2018, con il suo notevole lungometraggio d'esordio, Girl, presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes: il film ottiene la Caméra d'or per la miglior opera prima, Premio FIPRESCI, il Premio Magritte per la migliore sceneggiatura e la Queer Palm. Ora è chiamato a sostenere il peso di dover confermare il proprio talento, approdando nel concorso principale come uno dei favoriti alla Palma d'oro. Questa opera seconda, sulla base di quanto riportato nei comunicati ufficiali, è un film su amicizia e responsabilità. La sensibilità di Dhont e la sua naturalezza alla regia dovrebbero garantire emozioni forti nel mettere in scena la storia di due tredicenni alle prese con il trauma della disgregazione della loro intensa amicizia.

3. ESTERNO NOTTE (Marco Bellocchio)



Maestro indiscusso del cinema italiano, Marco Bellocchio, Palma d'oro onoraria al Festival di Cannes 2021, torna sulla croisette dopo esserci stato recentemente in concorso con Il traditore (2019) e dopo aver presentato nella sezione Cannes Première, l'anno scorso, il magnifico doc Marx può aspettare. Autore di un cinema complesso che intreccia impegno politico, psicanalisi e metafisica, Bellocchio torna a confrontarsi con la figura di Aldo Moro, suggerendo anche nel titolo un rimando all'altro suo film "gemello", Buongiorno, notte (2003), sempre incentrato sugli ultimi giorni di vita dello storico Presidente della DC, rapito il 16 marzo 1978 e assassinato il 9 maggio successivo dalle Brigate Rosse. «Non sorprende che Thierry Frémaux abbia scelto di presentare a Cannes quest’opera. Quello che Marco Bellocchio ha realizzato è un vero capolavoro. Il racconto di un momento cruciale della storia del nostro paese e non solo, di una generazione, di una famiglia, di un uomo. Un grande film avvincente e tremendamente attuale», parola del produttore Andrea Occhipinti, fondatore di Lucky Red. Fabrizio Gifuni veste i panni del protagonista, mentre Toni Servillo interpreta papa Paolo VI. Pensato come una miniserie TV, il progetto completo, della durata di 5 ore, arriverà come film nelle sale italiane in due parti, la prima dal 18 maggio, la seconda dal 9 giugno, per poi essere trasmesso nell’originale formato seriale su Rai 1 il prossimo autunno.

2. EO (Jerzy Skolimowski)



Adattamento contemporaneo di Au Hasard Balthazar di Robert Bresson, il film di Skolimowski conserva la figura dell'asino, qui chiamato Eo con riferimento a Eeyore, l'asino pessimista e depresso amico di Winnie-the-Poo, che passa di proprietario in proprietario sperimentando gioia e dolore, e sentendo le ruote del destino schiacciare la sua innocenza. Una parabola straziante e umanissima che permette di osservare le tragedie del mondo (contemporaneo) da un punto di vista non convenzionale, e che il regista polacco avrà sicuramente reinterpretato in base al proprio occhio cinematografico. Le location principali, un circo in Polonia e un mattatoio nell'Italia di oggi, lo distinguono dal minimalismo del capolavoro di Bresson, che il regista ha descritto come l'unico film a "commuoverlo davvero". Nel cast anche Isabelle Huppert. Aspettative alle stelle. In concorso.

1. CRIMES OF THE FUTURE (David Cronenberg)



L'evento cinematografico dell'anno, è inutile girarci intorno. A ben otto anni dal suo ultimo film, Maps to the Stars, David Cronenberg torna in concorso a Cannes e lo fa con un'operazione letteralmente da brivido, capace di sconvolgere già dalle immagini del trailer. Quello del maestro canadese è un ritrno al body horror, tra mutazione e tecnologia, con un film che sa di bilancio artistico, quasi a voler mettere insieme i temi e le suggestioni di tutta una carriera. «It is time to stop seeing. It is time to stop speaking. It is time to listen». Questa la sinossi ufficiale: Quando la specie umana si adatta a un ambiente sintetico, il corpo subisce nuove trasformazioni e mutazioni. Con la sua compagna Caprice, l'artista Saul Tenser mostra pubblicamente la metamorfosi dei suoi organi in spettacoli d'avanguardia. Timlin, investigatore del National Organ Registry, segue ossessivamente i loro movimenti, quando viene rivelato un gruppo misterioso. La loro missione: usare la notorietà di Saul per far luce sulla prossima fase dell'evoluzione umana. Con Viggo Mortensen, Léa Seydoux e Kristen Stewart. Annunciato come film-scandalo di questa edizione del festival, proprio come avvenne nel 1996 con Crash.