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Macerie: Groenlandia presenta il nuovo cortometraggio di Federico Mazzarisi
 

MACERIE
: IL NUOVO CORTOMETRAGGIO DI FEDERICO MAZZARISI
VISIONE PRIVATA SU INVITO

Venerdì 25 novembre ad Anteo Palazzo del Cinema, nel cuore di Milano, la casa di produzione indipendente Groenlandia presenta in una visione privata su invito Macerie, l'ultimo cortometraggio di Federico Mazzarisi

Il trailer in esclusiva per longtake: Vimeo

Le macerie sono ciò che rimane dopo un terremoto. Quello che era una casa perfetta, ammobiliata, diventa improvvisamente soltanto polvere e calcinacci. C’è chi da quelle macerie ci vede un mondo passato, e chi ci vede un mondo nuovo. Nino è arrivato fino alle rovine del Grand Hotel per cercare la madre Azzurra, che lo ha abbandonato dieci anni prima. Nino è arrivato lì per riportarla a casa, e avere risposte. Soltanto che c’è una persona che non si aspettava: Malatesta, un ragazzo della sua età che sembra avere una relazione con la madre. Azzurra insieme a lui e allo zio del ragazzo, Pasqualone, vuole rimettere a posto l’albergo, per riportarlo ai fasti del passato. La gelosia di Nino lo spingerà all’estremo, portandolo però a scoprire la verità sull’abbandono di sua madre.


LE PAROLE DI FEDERICO MAZZARISI

La volontà di fare di una tragedia nazionale l’elemento cardine di un thriller dramma familiare significa riprendere la tradizione dei film che più ci hanno connotato in passato, e ricalcarla con i ritmi, i toni, la delicatezza lieve ma anche amara dei nostri tempi. In questo senso le scosse di terremoto, prima lievi e poi sempre più forti, diventano simbolicamente lo specchio esterno delle ferite interiori del protagonista, e delle “macerie” della sua famiglia.

I rapporti tesi tra i personaggi hanno così un effetto sugli agenti atmosferici. La prima scossa segue l’arrivo del protagonista, appena percepibile durante la scena della festa di compleanno, sintomo di una ferita d’abbandono molto profonda. La seconda corrisponde con la scoperta del legame morboso tra Azzurra e Malatesta. Fino ad arrivare all’ultima, la valanga, che tutto travolge con l’impeto di una bugia sommersa dopo tanto tempo. 


Questo è il primo elemento di originalità della storia, che affronta l’istanza della ricerca d’identità – intesa in questa vicenda come un percorso di formazione – in maniera empatica, poetica e profonda. È una scelta di campo quanto mai originale, quindi, quella di mettere al centro della scena due protagonisti scomposti, in difficoltà nei rapporti e nelle relazioni, e raccontarne la loro storia partendo proprio dal viscerale rapporto madre-figlio.

Questa decisione aiuta, narrativamente (e qualitativamente) a mostrarci fin da subito i trascorsi dei nostri personaggi, le ferite che li stanno attraversando, la loro psiche messa a soqquadro in un meccanismo in cui l’uno si riflette nell’altro nella corsa all’identificazione del proprio sè. Un percorso tenderà poi a smascherare le paure ed i drammi del loro passato a far venir fuori la bellezza nascosta della verità, anche quando è diversa da quella a cui siamo abituati.