Raw - Una cruda verità
Grave
2016
Paesi
Francia, Belgio, Italia
Genere
Horror
Durata
99 min.
Formato
Colore
Regista
Julia Ducournau
Attori
Garance Marillier
Ella Rumpf
Rabah Naït Oufella
Laurent Lucas
Joana Preiss
Matricola all'università, facoltà di veterinaria, l'insicura e vegetariana Justine (Garance Marillier) tenta di inserirsi in un contesto estraneo, ulteriormente problematizzato da continui atti di nonnismo da parte degli anziani e dalla presenza della sorella maggiore Alexia (Ella Rumpf). Costretta a ingerire della carne, la ragazza subirà un trauma che cambierà definitivamente il corso della sua esistenza. Esordio al lungometraggio per Julia Ducournau, classe 1983, che pare ispirarsi, per il suo Raw (letteralmente, “crudo”), alla corrente del nuovo cinema horror francese, con uno sguardo alla “poetica della carne” tipicamente cronenberghiana. Il risultato è glaciale e respingente nella sua assoluta coerenza: una metafora di grande potenza visiva sulla transizione all'età adulta che si fa vero e proprio martirio fisico, il tutto connesso all'iniziazione sessuale di un'adolescente la quale sembra far proprio il motto del microcosmo (e quindi della società) che la circonda, fagocitare tutto e tutti, anche se stessi. A tratti quasi insostenibile nella sua sgradevolezza (le angherie degli studenti che assumono la funzione di degradanti rituali, l'iter degenerativo di Justine che prende coscienza di una nuova e aberrante natura cannibalica), Raw — Una cruda verità si rivela sorprendente anche dal punto di vista formale: la Ducournau (anche sceneggiatrice) sceglie di inondare gli ambienti con una luce rossastra, a richiamare quel sangue che domina la scena e la mente di un'ottenebrata protagonista. Forse un po' programmatico nei suoi intenti, con qualche inserto grottesco di troppo, ma decisamente coraggioso, soprattutto se confrontato al piattume omologante che caratterizza molti film di genere horror in tempi recenti; e la sequenza della lotta tra sorelle, con un'umanità regredita al livello di bestie da macello, lascia il segno. Presentato alla Settimana Internazionale della Critica del Festival di Cannes e al Toronto Film Festival, dove parecchi spettatori hanno accusato svenimenti.
Maximal Interjector
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