La terra promessa
Bastarden
2023
Paesi
Danimarca, Germania, Svezia
Generi
Biografico, Drammatico, Storico
Durata
127 min.
Formato
Colore
Regista
Nikolaj Arcel
Attori
Mads Mikkelsen
Amanda Collin
Simon Bennebjerg
Melina Hagberg
Kristine Kujath Thorp
Gustav Lindh
Nel 1755, lo squattrinato capitano Ludvig Kahlen (Mads Mikkelsen) parte alla conquista delle aspre e desolate lande danesi con un obiettivo apparentemente impossibile: costruire una colonia in nome del Re. In cambio, riceverà per sé un titolo reale disperatamente desiderato. Ma l’unico sovrano della zona, lo spietato Frederik de Schinkel (Simon Bennebjerg), ha la presuntuosa certezza che questa terra gli appartenga. Quando De Schinkel viene a sapere che la cameriera Ann Barbara (Amanda Collin) e il marito servitore sono fuggiti per rifugiarsi da Kahlen, il privilegiato e perfido sovrano giura vendetta, facendo tutto ciò che è in suo potere per scoraggiare il capitano. Kahlen non si lascerà intimidire e ingaggerà una battaglia impari, rischiando non solo la sua vita, ma anche quella della famiglia di emarginati che si è venuta a formare intorno a lui.

Dramma epico e intimo ambientato nella Danimarca settecentesca, La terra promessa è il ritorno del regista Nikolaj Arcel alle atmosfere e agli umori culturali e storici del suo paese natale, dopo la sfortuna parentesi mainstream d’oltreoceano de La torre nera (2017). Il cineasta, che aveva già raccontato il mondo delle corti della nazione scandinava nel più fortunato A Royal Affair, premiato con l’Orso d’argento per la miglior sceneggiatura a Berlino nel 2012 e candidato all’Oscar come miglior film straniero, opta in questo caso per una vicenda più cruda e dolorosa, facendosi largo in un racconto a carattere morale ed esemplare, che nella sua esplicita brutalità riflette molto sul caos ferino e brutale cui è condannata l’esistenza umana quando si ritrova in balia delle forze accentratrici di un potere mostruoso, cieco e sordo a ogni empatia, umanità e principio di realtà.  A partire dal romanzo Kaptajnen og Ann Barbara di Ida Jessen, The Promised Land costruisce un film che ha molto in comune, sulla carta, col western americano e con la mitologia della frontiera, ma provvede con intelligenza e sensibilità a declinare tale impronta di genere alla luce della sensibilità, delle origini danesi e della natura torbida ma anche romantica della storia, chiamata ad acquisire ben presto un tenue carattere all’insegna dell’edificazione familiare. Efficacissima la messa in scena della brughiera danese, tanto sulla carta aspra e selvaggia quanto in grado di veicolare nello spettatore dolci e sussurrate ondate di emozione: merito di una regia che sa opportunamente come lavorare in sottrazione, sposando una sobrietà stilistica e una pulizia poetica nella valorizzazione delle atmosfere che non cede mai il passo al manierismo piatto e scolastico, pur lambendolo e sfiorandolo qua e là. Più tagliato con l’accetta, in alcuni punti, l’arco narrativo di alcuni personaggi e forse eccessivamente calcato il disegno del crudelissimo, misogino, alcolizzato e sanguinario villain (con qualche efferatezza programmatica di troppo), ma la qualità letteraria di una sceneggiatura sempre calibrata e mai sovraccarica permette allo spettatore di entrare in punta di piedi e di sprofondare nella narrazione con un’adesione epidermica via via sempre maggiore. Di livello anche le sequenze più grandguignolesche, perfettamente incastrate nella raffinata cornice d’epoca anche quando virano esplicitamente sul pulp. Sensazionale prova del solito Mads Mikkelsen, in grado di lavorare su più registri e di restituire tanto la scorza inscalfibile quanto la sorprendente e commovente tenerezza del suo personaggio, che il film lascia emergere dolcemente e progressivamente agli occhi dello spettatore. Presentato in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2023.
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