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Nella videoteca di Paolo Sorrentino: un tuffo nel passato

In occasione dell’uscita del suo nuovo film È stata la mano di Dio, il premio Oscar Paolo Sorrentino ha rilasciato una intervista al "Vidéo Club" per una chiacchierata sui registi e amici che lo hanno accompagnato nel suo percorso di crescita come autore. 

Il viaggio di Paolo Sorrentino inizia ricordando il grande amico Ettore Scola con il film C’eravamo tanto amati (1974) che considera un film “epico” perché attraversa molti anni della storia d’Italia. Uno degli attori che prese parte al film è stato Stefano Satta Flores che, secondo il regista, avrebbe potuto diventare una figura molto più importante di quanto già lo fosse all’interno del panorama cinematografico. 


Sorrentino, da ragazzo, ha avuto la fortuna di avere come mentore il regista Antonio Capuano, il quale gli ha insegnato l’entusiasmo per questo mestiere oltre all'arte di non adagiarsi mai, di essere sempre critico. Sono due i film del regista che lo hanno segnato in modo particolare: Vito e gli altri (1991) e Pianese Nunzio, 14 anni a maggio (1996). 

È il film di Federico Fellini ad essere considerato dal cineasta napoletano come l'opera “perfetta”, in cui il regista ha avuto “un grande colpo di genio”. Fellini nei suoi film porta sempre in primo piano il disagio dello stare al mondo e lo esorcizza attraverso la comicità. 


Attraverso il film Nomadland, vincitore agli Oscar 2020, Sorrentino ricorda i rapporti che ebbe con attori stranieri e afferma di essersi sentito inadeguato, non all’altezza della situazione, ma è stato grazie alla “grandezza di quegli stessi attori” che è riuscito a superare la sue paure sul sapere parlare l’inglese. 

Ultimi ma non meno importanti: Sorrentino cita anche registi di un certo calibro i quali gli hanno apportato conoscenze importanti dal punto di vista del linguaggio cinematografico. Primo è Martin Scorsese attraverso il quale ha scoperto l’importanza dei rumori, e ancora Quentin Tarantino con cui ha capito come la musica poteva essere usata in maniera non tradizionale. 


Uno dei grandi film del passato che Sorrentino vorrebbe fare? Sicuramente L’uomo che amava le donne di François Truffaut (1977).


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