L'ombra di Caravaggio
L'ombra di Caravaggio
2022
Paese
Italia
Genere
Drammatico
Durata
120 min.
Formato
Colore
Regista
Michele Placido
Attori
Riccardo Scamarcio
Louis Garrel
Isabelle Huppert
Michele Placido
Micaela Ramazzotti
Gianfranco Gallo
Vinicio Marchioni
Lolita Chammah
Alessandro Haber
Brenno Placido
Moni Ovadia
Lorenzo Lavia
Tedua
Italia 1600. Michelangelo Merisi (Riccardo Scamarcio) è un artista geniale e ribelle nei confronti delle regole dettate dal Concilio di Trento che tracciava le coordinate esatte nella rappresentazione dell’arte sacra. Dopo aver appreso che Caravaggio usava nei suoi dipinti sacri prostitute, ladri e vagabondi, Papa Paolo V (Maurizio Donadoni) decide di commissionare a un agente segreto del Vaticano, l’Ombra (Louis Garrel), una vera e propria indagine, per decidere se concedere la grazia che il pittore chiedeva dopo la sentenza di condanna a morte per aver ucciso in duello un suo rivale in amore...

A sei anni di distanza da 7 minuti (2016) e al quattordicesimo film da regista, Michele Placido riprende un’idea che risale addirittura al 1968 quando, arrivato a Roma dalla Puglia, frequentava l’Accademia d’arte drammatica, e torna dietro la macchina da presa per l’ambizioso biopic di uno dei pittori italiani più trasgressivi e iconici di tutti i tempi, Michelangelo Merisi detto Caravaggio, affidato con buona scelta di casting a Riccardo Scamarcio. La rappresentazione offerta dal film si dedica a mettere in scena i tormenti sanguigni di un uomo ribelle e inquieto, devoto e scandaloso, indipendente e contro il sistema, ma sceglie soprattutto la dimensione della detection epistolare e dell’indagine (per così dire) storico-poliziesca per dare vita al conflitto tra l’uomo e l’artista da un lato, recalcitrante all’idea di vedere la propria arte incatenata dalle rigide restrizioni religiose del tempo, e lo Stato ecclesiastico, coi suoi dettami funerei e oscurantisti, dall’altro. Efficace, in tal senso, appare il dispositivo alla base della narrazione, che poggia sulla decisione di affidare il ruolo dell’investigatore ombra (in tutti i sensi possibili) a Louis Garrel, e di intavolare così un terreno di confronto tra arte e legge spesso intrigante e seducente. Laddove il film incappa in qualche inciampo in più, invece, è in una ricostruzione qua e là eccessivamente approssimativa e claudicante, fin troppo soffocata e semplificata dalle esigenze di grana grossa della fiction a effetto chiamata a strizzare l’occhio alla contemporaneità tra forzature e anacronismi. Sorprende, in compenso, la capacità delle immagini di Placido di tentare di rivaleggiare con i chiaroscuri delle immagini di Caravaggio, con più di qualche parentesi autenticamente livida, sensuale e sanguigna. Se la recitazione in italiano di Garrel appare più che convincente (il suo personaggio, per quanto inventato, è ispirato alle molte spie francesi che affollavano Roma a quel tempo), ben più scivoloso, per quanto ovviamente stimolante sul piano recitativo e in termini di sinuosa ambiguità, è la scelta di affidare il personaggio della Marchesa Costanza Colonna, principale protettrice di Caravaggio, a Isabelle Huppert. Il rapper Tedua, a riprova di un casting non poco azzardato e coraggioso e nondimeno efficace, interpreta Cecco, modello prediletto di Caravaggio. Fotografia eccellente di Michele D’Attanasio e tutt’altro che trascurabile apporto di scenografie e costumi, rispettivamente di Tonino Zera e Carlo Poggioli, mentre più rivedibili appaiono le scivolate dialettali di alcune battute (specie quelle addirittura in romanesco affibbiate a un personaggio lombardo come Caravaggio). Particolarmente raffinata la citazione messa in bocca al pittore («Io non vi sfido! Io non vi vedo!»), che omaggia l’Uno contro tutti di Carmelo Bene, mentre l’apice più rabbioso di tutto il progetto è probabilmente la sequenza con protagonista l’eretico Giordano Bruno interpretato da Gianfranco Gallo. Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2022 nella sezione Grand Public. 
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