3/19
2021
Paese
Italia
Genere
Drammatico
Durata
120 min.
Formato
Colore
Regista
Silvio Soldini
Attori
Kasia Smutniak
Giuseppe Cederna
Francesco Colella
Anna Ferzetti
Paolo Mazzarelli
Camilla (Kasia Smutniak) è un’avvocatessa affermata nella Milano caotica e frenetica dei grandi affari internazionali. Dopo un litigio con il proprio capo, di notte, sotto una pioggia battente, viene investita mentre sta attraversando la strada sulle strisce pedonali. L’incidente causa la morte di un giovane migrante che non si riesce a identificare: la donna inizia così una ricerca che la porta a rimettersi in discussione.

Silvio Soldini si conferma un bravo regista di donne, riuscendo a ritrarre in maniera credibile e a tratti eccessivamente accurata il mondo della giurisprudenza milanese. Il tempo che scandisce la vita della protagonista è veloce, implacabile, disumanizzante, ma è lo spazio la chiave di accesso alla pellicola. Si assiste così a un viaggio tra la Milano alta di chi vive e lavora cercando di restare separato dal grigiore quotidiano e quella di chi invece lotta per sopravvivere. Il percorso di Camilla è discendente, un cammino di conoscenza degli altri e di sé stessa, ed è proprio nel seminterrato di casa sua che ritrova il passato, la sorella che pensava di aver dimenticato e che le consente di affrontare il lutto che ha involontariamente provocato. Si scopre così che 3/19 non è un numero ma un individuo e il tentativo di superare la freddezza di questa identificazione con l’arte, con la poesia è qualcosa di profondamente umano. Soldini nel finale riesce anche a parlare di maternità, di un rapporto genitoriale incrinato e continuamente da ritrattare ed è in questo punto che emerge il grande problema di un film che coinvolge, ma che con troppi pochi guizzi non riesce a emozionare.  
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